ALI KHAN MURAD :  FEELINGS OF THE HEART  (FELMAY)

Il sarangi ha sofferto, nel recente passato, di una certa perdita di popolarità e di un diminuito interesse da parte degli stessi musicisti, probabilmente perché la tecnica da apprendere per suonarlo è estremamente complessa e in molti asseriscono trattarsi del più difficile strumento del mondo. Si tratta di un cordofono presente nell'India del Nord, in Pakistan e in Afghanistan e nel modello impiegato nella musica classica indiana risulta costituito da una cassa armonica in legno e di un manico tozzo e corto sui quali corrono tre corde principali e altre in numero variabile che vibrano per simpatia. In origine veniva impiegato per accompagnare il canto ma in seguito, anche grazie alla bravura di musicisti quali Bundu Khan (1880-1955), Ram Narayan (1927) e Sultan Khan, si è progressivamente svincolato da tale ruolo secondario per divenire uno strumento solista a tutti gli effetti. È nel solco di questa tradizione che si colloca un giovane artista in possesso di tutte le qualità necessarie per riportare ai giorni nostri il sarangi nella posizione che merita. Originario di Moradabad (Uttar Pradesh) Murad Ali Khan appartiene a una rinomata famiglia di 'sarangisti' ed è proprio sotto la guida del nonno e del padre che ha consolidato, attraverso un rigoroso e impegnativo apprendistato, il suo amore per lo strumento. Oltre ad aver compiuto una rapida carriera in patria, sottolineata da premi e riconoscimenti, Murad Ali Khan, com'è tipico dei musicisti della sua generazione, si è esibito in numerosi festival e rassegne sparse nel mondo, oltre ad aver collaborato con artisti appartenenti ad altre aree musicali. In Feelings of the Heart l'inizio è affidato a uno splendido raga Behag, in cui a soffuse sonorità romantiche si sostituiscono poco alla volta suoni maggiormente vibranti e accelerati, ricchi di sfumature inaspettate. Ali Khan mette in luce in tale brano le sue capacità di far 'cantare' lo strumento e la sua innata predisposizione a piegarlo docilmente alle esigenze del suo intuito creativo. La seconda (Raga Jog) e la terza traccia (un bhajan in mishra khamaj) del disco sono pervase da melodie di distesa bellezza e si reggono su un andamento regale e misurato che non sconfina mai nella retorica. Il suono particolarissimo del sarangi trova così nel disco di Murad Ali Khan nuova linfa vitale e il richiamo arcaico e fascinoso che proviene dalla tradizione musicale di corte giunge a noi in tutta la sua intatta raffinatezza.
ALI KHAN MURAD
FEELINGS OF THE HEART
FELMAY - CD: FY 8138
Il sarangi ha sofferto, nel recente passato, di una certa perdita di popolarità e di un diminuito interesse da parte degli stessi musicisti, probabilmente perché la tecnica da apprendere per suonarlo è estremamente complessa e in molti asseriscono trattarsi del più difficile strumento del mondo. Si tratta di un cordofono presente nell'India del Nord, in Pakistan e in Afghanistan e nel modello impiegato nella musica classica indiana risulta costituito da una cassa armonica in legno e di un manico tozzo e corto sui quali corrono tre corde principali e altre in numero variabile che vibrano per simpatia. In origine veniva impiegato per accompagnare il canto ma in seguito, anche grazie alla bravura di musicisti quali Bundu Khan (1880-1955), Ram Narayan (1927) e Sultan Khan, si è progressivamente svincolato da tale ruolo secondario per divenire uno strumento solista a tutti gli effetti. È nel solco di questa tradizione che si colloca un giovane artista in possesso di tutte le qualità necessarie per riportare ai giorni nostri il sarangi nella posizione che merita. Originario di Moradabad (Uttar Pradesh) Murad Ali Khan appartiene a una rinomata famiglia di 'sarangisti' ed è proprio sotto la guida del nonno e del padre che ha consolidato, attraverso un rigoroso e impegnativo apprendistato, il suo amore per lo strumento. Oltre ad aver compiuto una rapida carriera in patria, sottolineata da premi e riconoscimenti, Murad Ali Khan, com'è tipico dei musicisti della sua generazione, si è esibito in numerosi festival e rassegne sparse nel mondo, oltre ad aver collaborato con artisti appartenenti ad altre aree musicali. In "Feelings of the Heart" l'inizio è affidato a uno splendido raga "Behag", in cui a soffuse sonorità romantiche si sostituiscono poco alla volta suoni maggiormente vibranti e accelerati, ricchi di sfumature inaspettate. Ali Khan mette in luce in tale brano le sue capacità di far 'cantare' lo strumento e la sua innata predisposizione a piegarlo docilmente alle esigenze del suo intuito creativo. La seconda ("Raga Jog") e la terza traccia (un bhajan in mishra khamaj) del disco sono pervase da melodie di distesa bellezza e si reggono su un andamento regale e misurato che non sconfina mai nella retorica. Il suono particolarissimo del sarangi trova così nel disco di Murad Ali Khan nuova linfa vitale e il richiamo arcaico e fascinoso che proviene dalla tradizione musicale di corte giunge a noi in tutta la sua intatta raffinatezza.
anche disponibiliemissione del 01 Aprile 2009