SALA FLAVIO :  MI ALMA LLANERA  (FELMAY)

A non molta distanza dall'apprezzato Encuentro, un riuscito esperimento di 'presa di contatto' fra la tradizione classica e il flamenco, Flavio Sala propone adesso un nuovo disco di alto profilo, Mi Alma Llanera, rivolgendo il proprio interesse al Venezuela. Una terra, nonostante il poco che se ne conosce, estremamente vivace sul piano musicale e ricca di variegate suggestioni sonore, dove non soltanto salsa, merengue e pop godono di una vasta popolarità ma esiste anche un repertorio di musica d'arte che risale ormai alla metà del XIX secolo. Un canone che si è andato sviluppando in particolare nelle città, grazie alla piena metabolizzazione della matrice ispanica oltre che delle tante correnti europee succedutesi (dal romanticismo al serialismo). Tra le forme più diffuse troviamo il vals, direttamente derivato dal valzer viennese, di cui Flavio Sala ci offre un mirabile esempio con l'esecuzione di Cuatro valses venezolanos di Antonio Lauro (1917-1986) compositore e strumentista tra i migliori del suo paese che, pur esprimendosi secondo un linguaggio accademico non ha mai rinunciato alle suggestioni del folklore, come si evince dal brano Seis por derecho, fondato sulle figurazioni ritmiche dello joropo, un tipo di danza poliritmica. Ma più in generale tutta l'opera di Lauro risente della fusione tra elementi di differente provenienza, sintetizzati al fine di esaltare al massimo le potenzialità dello strumento. E che la chitarra sia stato il veicolo di maggiore diffusione della cultura musicale venezuelana appare evidente all'ascolto anche delle composizioni degli altri autori qui presentati. A cominciare da Vicente Emilio Sojo (1877-1974), le cui cancíones sono un mirabile esempio di unione tra pensosa meditazione e sfavillio timbrico, per proseguire con Ignacio Figueredo (1899-1995), Antonio Carillo (1892-1962) e Pedro Gutierrez (1870-1954). E non manca neppure Simon Diaz e la sua Caballo viejo una delle melodie venezuelane più conosciute, che vanta innumerevoli versioni, da Placido Domingo ai Gipsy Kings. Flavio Sala, giovane e già autorevole astro della chitarra classica, non si esime dall'offrire un'interpretazione personale di questo programma, che sa dominare tanto negli aspetti virtuosistici quanto nei passaggi che richiedono pacatezza di tocco. Sala, che non fa mistero di citare il supremo Alirio Diaz tra le sue fonti di ispirazione, riesce a immergersi del tutto nella musicalità venezuelana, regalandoci momenti di grande emozione.
SALA FLAVIO
MI ALMA LLANERA
FELMAY - CD: FY 3015
A non molta distanza dall'apprezzato "Encuentro", un riuscito esperimento di 'presa di contatto' fra la tradizione classica e il flamenco, Flavio Sala propone adesso un nuovo disco di alto profilo, "Mi Alma Llanera", rivolgendo il proprio interesse al Venezuela. Una terra, nonostante il poco che se ne conosce, estremamente vivace sul piano musicale e ricca di variegate suggestioni sonore, dove non soltanto salsa, merengue e pop godono di una vasta popolarità ma esiste anche un repertorio di musica d'arte che risale ormai alla metà del XIX secolo. Un canone che si è andato sviluppando in particolare nelle città, grazie alla piena metabolizzazione della matrice ispanica oltre che delle tante correnti europee succedutesi (dal romanticismo al serialismo). Tra le forme più diffuse troviamo il vals, direttamente derivato dal valzer viennese, di cui Flavio Sala ci offre un mirabile esempio con l'esecuzione di "Cuatro valses venezolanos" di Antonio Lauro (1917-1986) compositore e strumentista tra i migliori del suo paese che, pur esprimendosi secondo un linguaggio accademico non ha mai rinunciato alle suggestioni del folklore, come si evince dal brano "Seis por derecho", fondato sulle figurazioni ritmiche dello joropo, un tipo di danza poliritmica. Ma più in generale tutta l'opera di Lauro risente della fusione tra elementi di differente provenienza, sintetizzati al fine di esaltare al massimo le potenzialità dello strumento. E che la chitarra sia stato il veicolo di maggiore diffusione della cultura musicale venezuelana appare evidente all'ascolto anche delle composizioni degli altri autori qui presentati. A cominciare da Vicente Emilio Sojo (1877-1974), le cui cancíones sono un mirabile esempio di unione tra pensosa meditazione e sfavillio timbrico, per proseguire con Ignacio Figueredo (1899-1995), Antonio Carillo (1892-1962) e Pedro Gutierrez (1870-1954). E non manca neppure Simon Diaz e la sua "Caballo viejo" una delle melodie venezuelane più conosciute, che vanta innumerevoli versioni, da Placido Domingo ai Gipsy Kings. Flavio Sala, giovane e già autorevole astro della chitarra classica, non si esime dall'offrire un'interpretazione personale di questo programma, che sa dominare tanto negli aspetti virtuosistici quanto nei passaggi che richiedono pacatezza di tocco. Sala, che non fa mistero di citare il supremo Alirio Diaz tra le sue fonti di ispirazione, riesce a immergersi del tutto nella musicalità venezuelana, regalandoci momenti di grande emozione.
anche disponibiliemissione del 15 Febbraio 2009