BUDIMAN UNN :  BANONDARI  (FELMAY)

Banondari rappresenta il debutto internazionale per Unn Budiman, una vocalist che ha mosso i primi passi cantando per il teatro delle marionette e dopo aver inciso cinque album con il Karawang Group è stata notata da Gugum Gumbira e chiamata a far parte della Jugala Orchestra. Gugum Gumbira, produttore, compositore, arrangiatore e coreografo, è figura centrale dello stile jaipongan che ha contribuito a far nascere allorché, studente a Bandung, centro situato nella parte occidentale dell'isola di Giava, avviò approfondite ricerche, durate dodici anni, sui canti, sulle danze e sul teatro della regione. L'occasione gli derivò dalla messa al bando del rock e del pop da parte dell'allora presidente Sukarno, speranzoso di poter risvegliare l'interesse dei giovani nei confronti della cultura nazionale. Ma ciò che era stato messo fuori dalla porta rientrò in qualche modo dalla finestra: Gugum Gumbira trasse gli elementi tradizionali che gli servivano e li fuse con lo spirito e le dinamiche del rock, avviando un genere 'pop' e 'ballabile', appunto il jaipongan, il cui successo, enorme negli anni settanta, non si è ancora spento ai nostri giorni. Banondari rappresenta il ritorno in grande stile di Gugum Gumbira, che con questa incisione si propone di dare nuova linfa al jaipongan. È importante notare come il genere non si avvalga di strumenti occidentali e scelga coerentemente di affidarsi a quelli della tradizione gamelan. Nella Jugala Orchestra troviamo infatti il rebab (violino a due corde), il clarinetto giavanese e una quantità di percussioni (metallofoni e gong) e tamburi che, attraverso ritmi ciclici e trascinanti, fanno da tappeto alla voce piena di sentimento di Unn Budiman. Da un punto di vista dell'architettura musicale è stato proprio nel particolare uso dei tamburi, impiegati in modo più dinamico, che lo stile Jaipongan ha proposto la rottura maggiore nei confronti della tradizione. L'ascolto di Banondari permette di aprirsi a una forma di musica popolare estremamente particolare che. se da un lato sa mantenere strutture rigorose, dall'altro non manca di porsi come momento artistico chiaro e intelligibile.
BUDIMAN UNN
BANONDARI
FELMAY - CD: FY 8098
"Banondari" rappresenta il debutto internazionale per Unn Budiman, una vocalist che ha mosso i primi passi cantando per il teatro delle marionette e dopo aver inciso cinque album con il Karawang Group è stata notata da Gugum Gumbira e chiamata a far parte della Jugala Orchestra. Gugum Gumbira, produttore, compositore, arrangiatore e coreografo, è figura centrale dello stile jaipongan che ha contribuito a far nascere allorché, studente a Bandung, centro situato nella parte occidentale dell'isola di Giava, avviò approfondite ricerche, durate dodici anni, sui canti, sulle danze e sul teatro della regione. L'occasione gli derivò dalla messa al bando del rock e del pop da parte dell'allora presidente Sukarno, speranzoso di poter risvegliare l'interesse dei giovani nei confronti della cultura nazionale. Ma ciò che era stato messo fuori dalla porta rientrò in qualche modo dalla finestra: Gugum Gumbira trasse gli elementi tradizionali che gli servivano e li fuse con lo spirito e le dinamiche del rock, avviando un genere 'pop' e 'ballabile', appunto il jaipongan, il cui successo, enorme negli anni settanta, non si è ancora spento ai nostri giorni. "Banondari" rappresenta il ritorno in grande stile di Gugum Gumbira, che con questa incisione si propone di dare nuova linfa al jaipongan. È importante notare come il genere non si avvalga di strumenti occidentali e scelga coerentemente di affidarsi a quelli della tradizione gamelan. Nella Jugala Orchestra troviamo infatti il rebab (violino a due corde), il clarinetto giavanese e una quantità di percussioni (metallofoni e gong) e tamburi che, attraverso ritmi ciclici e trascinanti, fanno da tappeto alla voce piena di sentimento di Unn Budiman. Da un punto di vista dell'architettura musicale è stato proprio nel particolare uso dei tamburi, impiegati in modo più dinamico, che lo stile Jaipongan ha proposto la rottura maggiore nei confronti della tradizione. L'ascolto di "Banondari" permette di aprirsi a una forma di musica popolare estremamente particolare che. se da un lato sa mantenere strutture rigorose, dall'altro non manca di porsi come momento artistico chiaro e intelligibile.
anche disponibiliemissione del 15 Aprile 2006