ABERCROMBIE JOHN :  ECHOES  (ALESSA)

Echoes non Ŕ solo un album di John Abercrombie: Ŕ anche quello di Terri Lyne Carrington alla batteria, Mark Feldman al violino, Arthur Blythe al sax, Anthony Cox al basso e Gust Tsilis al vibrafono. Sei maestri del panorama jazzistico internazionale, sei personalitÓ di spicco che rendono il proprio tributo a chi li precedette e seppe scrivere pagine indimenticabili di storia del jazz: John Coltrane, Wayne Shorter, Dizzy Gillespie e Kenny Wheeler. Sono molteplici le sensazioni che riescono a rendere questi magnifici sei all'ascoltatore: fra il gioioso, lo spensierato, l'introverso e lo sweety (eccellente il timbro di Feldman!); una miscela di racconto e meta-racconto, di generi musicali e punti di vista personali sugli stessi, di citazioni dotte, utilizzando i suoni e mettendoli in relazione con il lavoro dei compagni. Ottimo anche il contributo del meno noto Tsilis: vibrafonista raffinato, versato nella lezione della tradizione ma con uno stile personale proiettato in avanti nel tempo. Complessivamente, la musica di questo quintetto Ŕ fresca, colorata, varia: prima di farlo suonare, ognuno fa cantare il proprio strumento con una naturalezza e una maestria sbalorditive. La singolaritÓ del gruppo comunque risiede nella combinazione sax tenore-chitarra che conferisce una colorazione vivace e dai connotati molto bluesy all'intera band. Gli assolo sono ben strutturati, senza le lungaggini delle live performance e non interrompono in modo sistematico una formula in cui la spontaneitÓ, pi¨ dell'arrangiamento, occupa una posizione di spicco.
ABERCROMBIE JOHN
ECHOES
ALESSA - CD: ALR 1002
"Echoes" non Ŕ solo un album di John Abercrombie: Ŕ anche quello di Terri Lyne Carrington alla batteria, Mark Feldman al violino, Arthur Blythe al sax, Anthony Cox al basso e Gust Tsilis al vibrafono. Sei maestri del panorama jazzistico internazionale, sei personalitÓ di spicco che rendono il proprio tributo a chi li precedette e seppe scrivere pagine indimenticabili di storia del jazz: John Coltrane, Wayne Shorter, Dizzy Gillespie e Kenny Wheeler. Sono molteplici le sensazioni che riescono a rendere questi magnifici sei all'ascoltatore: fra il gioioso, lo spensierato, l'introverso e lo sweety (eccellente il timbro di Feldman!); una miscela di racconto e meta-racconto, di generi musicali e punti di vista personali sugli stessi, di citazioni dotte, utilizzando i suoni e mettendoli in relazione con il lavoro dei compagni. Ottimo anche il contributo del meno noto Tsilis: vibrafonista raffinato, versato nella lezione della tradizione ma con uno stile personale proiettato in avanti nel tempo. Complessivamente, la musica di questo quintetto Ŕ fresca, colorata, varia: prima di farlo suonare, ognuno fa cantare il proprio strumento con una naturalezza e una maestria sbalorditive. La singolaritÓ del gruppo comunque risiede nella combinazione sax tenore-chitarra che conferisce una colorazione vivace e dai connotati molto bluesy all'intera band. Gli assolo sono ben strutturati, senza le lungaggini delle live performance e non interrompono in modo sistematico una formula in cui la spontaneitÓ, pi¨ dell'arrangiamento, occupa una posizione di spicco.
anche disponibiliemissione del 15 Giugno 2005