JORDAN CLIFFOR :  GLASS BEAD GAMES  (PURE PLEASURE)

Glass Bead Games è senza dubbio un gioiello del cosiddetto Strata East movement, un genere a metà strada tra post-bop, avant-garde anni '70 e jazz spirituale con una pennellata di groove. Glass Bead Games è un disco sorprendente interpretato da un quartetto d'eccezione che oltre a Jordan al sax tenore, vede la presenza di Bill Lee, il padre di Spike, un bassista superlativo che merita una fama maggiore di quello del figlio, di Billy Higgins, un batterista irripetibile capace di ispirare la fiamma collettiva e di Stanley Cowell, pianista di grande abilità. Clifford Jordan era un artista di prim'ordine con uno stile disinvolto e concentrato, maturo e saggio che non amava l'autocompiacimento tanto di moda in quel periodo e che forse per questo era lasciato un po' da parte. La sua retorica musicale è così espressiva e avvincente che l'ascoltatore potrebbe anche non rendersi conto della straordinaria tecnica richiesta da un tale stile. Nel disco i momenti culminanti, piuttosto che enunciati, sono semplicemente suggeriti, creando nell'ascoltatore un impatto profondo e duraturo. Jordan non si accontenta, come fanno molti, di un mero dialogo con i suoi compagni, ma inizia a raccontare una storia che è così avvincente che anche i suoi tre musicisti sono desiderosi di contribuire alla narrazione. Glass Bead Games è una brillante produzione musicale di un sassofonista influenzato da Coltrane ma che non vuole imitare banalmente il suo maestro. Jordan suona in modo naturale e mai forzato, il che gli permette di dissolvere i confini tra composto e improvvisato, solista ed ensemble, narratore e narrato, regalando al pubblico un disco che non si smetterebbe mai di ascoltare.
JORDAN CLIFFOR
GLASS BEAD GAMES
PURE PLEASURE - 2xVinile: PP 197378
"Glass Bead Games" è senza dubbio un gioiello del cosiddetto Strata East movement, un genere a metà strada tra post-bop, avant-garde anni '70 e jazz spirituale con una pennellata di groove. "Glass Bead Games" è un disco sorprendente interpretato da un quartetto d'eccezione che oltre a Jordan al sax tenore, vede la presenza di Bill Lee, il padre di Spike, un bassista superlativo che merita una fama maggiore di quello del figlio, di Billy Higgins, un batterista irripetibile capace di ispirare la fiamma collettiva e di Stanley Cowell, pianista di grande abilità. Clifford Jordan era un artista di prim'ordine con uno stile disinvolto e concentrato, maturo e saggio che non amava l'autocompiacimento tanto di moda in quel periodo e che forse per questo era lasciato un po' da parte. La sua retorica musicale è così espressiva e avvincente che l'ascoltatore potrebbe anche non rendersi conto della straordinaria tecnica richiesta da un tale stile. Nel disco i momenti culminanti, piuttosto che enunciati, sono semplicemente suggeriti, creando nell'ascoltatore un impatto profondo e duraturo. Jordan non si accontenta, come fanno molti, di un mero dialogo con i suoi compagni, ma inizia a raccontare una storia che è così avvincente che anche i suoi tre musicisti sono desiderosi di contribuire alla narrazione. "Glass Bead Games" è una brillante produzione musicale di un sassofonista influenzato da Coltrane ma che non vuole imitare banalmente il suo maestro. Jordan suona in modo naturale e mai forzato, il che gli permette di dissolvere i confini tra composto e improvvisato, solista ed ensemble, narratore e narrato, regalando al pubblico un disco che non si smetterebbe mai di ascoltare.
anche disponibiliemissione del 21 Marzo 2022