DANIELSSON LARS :  LIBERETTO III  (ACT)

Per il contrabbassista Lars Danielsson il potere della musica risiede nella melodia; è il cuore da cui si sviluppa tutto il resto, e il suo ensemble Liberetto è rimasto fedele a questo principio anche nel suo terzo album. Il termine 'Liberetto' che Danielsson ha coniato per questo gruppo serve anche a descrivere la sua idea di musica. Liberetto è infatti un riferimento al libretto d'opera e quindi al carattere lirico e vocale della musica del gruppo, ma è anche un richiamo alla libertà, intesa come improvvisazione e possibilità di attingere senza limiti a molteplici elementi musicali. Tutte le dodici tracce dell'album sono composizioni di Danielsson, e mettono in luce la meravigliosa interazione raggiunta da questi musicisti. La band si è sviluppata molto dal 2012 riflette Danielsson. Abbiamo suonato insieme così tanto, che sembriamo avere un sesto senso ora. Questo ci ha aiutato a rendere il nuovo album più vario e ad esplorare ancor più direzioni. In realtà Tigran, il pianista dei primi due album, ha lasciato il gruppo, ma Gregory Privat, che ne ha preso il posto, sembra essersi trovato subito sulla stessa lunghezza d'onda degli altri componenti della band (oltre Danielsson, il chitarrista John Parricelli e il batterista Magnus Ostrom). Come per i precedenti album, ci sono alcuni ospiti accuratamente selezionati, che arricchiscono con il loro talenti alcune tracce: il chitarrista Dominic Miller, il trombettista Mathias Eick, l'oboista Bjorn Bohlin della Gothenburg Symphony Orchestra, il suonatore di oud Hussam Aliwat e infine la cantante Caecilie Norby.
DANIELSSON LARS
LIBERETTO III
ACT - CD: ACT 98402
Per il contrabbassista Lars Danielsson il potere della musica risiede nella melodia; è il cuore da cui si sviluppa tutto il resto, e il suo ensemble Liberetto è rimasto fedele a questo principio anche nel suo terzo album. Il termine 'Liberetto' che Danielsson ha coniato per questo gruppo serve anche a descrivere la sua idea di musica. Liberetto è infatti un riferimento al libretto d'opera e quindi al carattere lirico e vocale della musica del gruppo, ma è anche un richiamo alla libertà, intesa come improvvisazione e possibilità di attingere senza limiti a molteplici elementi musicali. Tutte le dodici tracce dell'album sono composizioni di Danielsson, e mettono in luce la meravigliosa interazione raggiunta da questi musicisti. "La band si è sviluppata molto dal 2012" riflette Danielsson. "Abbiamo suonato insieme così tanto, che sembriamo avere un sesto senso ora. Questo ci ha aiutato a rendere il nuovo album più vario e ad esplorare ancor più direzioni". In realtà Tigran, il pianista dei primi due album, ha lasciato il gruppo, ma Gregory Privat, che ne ha preso il posto, sembra essersi trovato subito sulla stessa lunghezza d'onda degli altri componenti della band (oltre Danielsson, il chitarrista John Parricelli e il batterista Magnus Ostrom). Come per i precedenti album, ci sono alcuni ospiti accuratamente selezionati, che arricchiscono con il loro talenti alcune tracce: il chitarrista Dominic Miller, il trombettista Mathias Eick, l'oboista Bjorn Bohlin della Gothenburg Symphony Orchestra, il suonatore di oud Hussam Aliwat e infine la cantante Caecilie Norby.
anche disponibiliemissione del 12 Giugno 2017