TZUR ODED :  TRANSLATOR'S NOTE  (YELLOWBIRD)

Nel 2012, a Brooklyn, Oded Tzur ha collaborato per la prima volta con Shai Maestro, Petros Klampanis e Ziv Ravitz. La sintonia tra i quattro musicisti è stata talmente forte da convincerli a fondare un quartetto e ad iniziare un percorso musicale alla scoperta delle relazioni possibili tra l'architettura melodica della musica indiana e la musica jazz: il frutto di questa collaborazione è lo splendido album Translator's Note. Oded Tzur è un grande sassofonista, compositore e bandleader oggi residente a New York, ma proveniente dalla scena jazz di Tel Aviv. La curiosità di Tzur per la musica improvvisata lo ha portato a riscoprire l'antica arte della musica classica indiana, uno stile basato sulla microtonalità, che però lui ha scelto di interpretare con il sassofono utilizzando il  'middle path', una tecnica da lui inventata che estende la capacità microtonale dello strumento. Il pianista Shai Maestro ha diviso il palco con giganti come Jorge Rossy, John Patitucci, Keith Carlock e Jimmy Green e ha collaborato per cinque anni con il bassista Avishai Cohen. Oggi vive e lavora a New York dove ha fondato un suo trio con cui si è fatto notare ed apprezzare nella scena jazz internazionale. Petros Klampanis, definito dal JazzTimes 'un formidabile bassista e compositore' è cresciuto sull'isola greca di Zante, circondato dalla musica mediterranea e balcanica. Da quando nel 2008 si è trasferito a New York, Klampanis ha suonato con rinomati musicisti come Greg Osby, Jean-Michel Pilc e Ari Hoenig. Ziv Ravitz è nato in Israele da una famiglia di musicisti e presto ha scoperto la sua passione per le percussioni. Nel 2000 si è trasferito negli Stati Uniti dove ha suoanto al fianco di Hal Crook, Joel Frahm, Joe Lovano, Ralph Alessi, George Garzone, Avishai Cohen, Esperanza Spalding e Lee Konitz con cui ha registrato due album. Anche solo considerando le concise informazioni fornite sui quattro musicisti, non è difficile immaginare che Translator's Note è un album straordinario che unisce occidente ed oriente, nato dalla sinergia di sensibilità artistiche tra loro molto diverse ma perfettamente affini.
TZUR ODED
TRANSLATOR'S NOTE
YELLOWBIRD - CD: YEB 77732
Nel 2012, a Brooklyn, Oded Tzur ha collaborato per la prima volta con Shai Maestro, Petros Klampanis e Ziv Ravitz. La sintonia tra i quattro musicisti è stata talmente forte da convincerli a fondare un quartetto e ad iniziare un percorso musicale alla scoperta delle relazioni possibili tra l'architettura melodica della musica indiana e la musica jazz: il frutto di questa collaborazione è lo splendido album "Translator's Note". Oded Tzur è un grande sassofonista, compositore e bandleader oggi residente a New York, ma proveniente dalla scena jazz di Tel Aviv. La curiosità di Tzur per la musica improvvisata lo ha portato a riscoprire l'antica arte della musica classica indiana, uno stile basato sulla microtonalità, che però lui ha scelto di interpretare con il sassofono utilizzando il 'middle path', una tecnica da lui inventata che estende la capacità microtonale dello strumento. Il pianista Shai Maestro ha diviso il palco con giganti come Jorge Rossy, John Patitucci, Keith Carlock e Jimmy Green e ha collaborato per cinque anni con il bassista Avishai Cohen. Oggi vive e lavora a New York dove ha fondato un suo trio con cui si è fatto notare ed apprezzare nella scena jazz internazionale. Petros Klampanis, definito dal JazzTimes 'un formidabile bassista e compositore' è cresciuto sull'isola greca di Zante, circondato dalla musica mediterranea e balcanica. Da quando nel 2008 si è trasferito a New York, Klampanis ha suonato con rinomati musicisti come Greg Osby, Jean-Michel Pilc e Ari Hoenig. Ziv Ravitz è nato in Israele da una famiglia di musicisti e presto ha scoperto la sua passione per le percussioni. Nel 2000 si è trasferito negli Stati Uniti dove ha suoanto al fianco di Hal Crook, Joel Frahm, Joe Lovano, Ralph Alessi, George Garzone, Avishai Cohen, Esperanza Spalding e Lee Konitz con cui ha registrato due album. Anche solo considerando le concise informazioni fornite sui quattro musicisti, non è difficile immaginare che "Translator's Note" è un album straordinario che unisce occidente ed oriente, nato dalla sinergia di sensibilità artistiche tra loro molto diverse ma perfettamente affini.
anche disponibiliemissione del 15 Maggio 2017