ALFONSI PEO :  IL VELO DI ISIDE  (EGEA)

Il mito di Iside e del suo velo era per gli Egiziani qualcosa di simile al velo di Maya e rappresentava l'illusorietà del mondo materiale, un po' il contrario di ciò che tendiamo a mitizzare oggi, ovvero l'illusorietà del mondo immateriale. Il velo di Iside somiglia anche a tanti altri miti che popoli diversi hanno creato (o dovremmo meglio dire vissuto) in tempi e luoghi diversi, spinti probabilmente da un'esperienza individuale o collettiva di travalicamento dei confini dell'Io. Chi di noi non conosce questa esperienza? Cosa importa in fondo che nome decidiamo di dargli, che mito ci costruiamo intorno? Quando il velo di Iside si squarcia ogni cosa che abbiamo fatto e pensato fino a quel momento ci appare piccola e irrilevante, i confini del nostro io abituale si dilatano e ci sentiamo tendere verso un tutto che ci pare inseparabile. Nn si può sostenere a lungo questo sguardo, ben presto torniamo ai nostri assi cartesiani e al nostro vivere ma qualcosa, un ricordo, rimane e ci ritroviamo a chiederci quale sia il mondo 'vero', se quello che siamo soliti frequentare con le sue certezze oppure quello che irrompe ogni tanto da oltre il velo, con la sua nostalgia dell'impossibile. Il velo può restare anche per anni abbassato e silenzioso, distratti dalla nostra vita 'normale' quasi ci dimentichiamo fino a quando inaspettatamente lui si rialza e in un istante ci troviamo a vivere qualcosa di ancor più abbagliante. Fateci caso, il più spesso in queste occasione c'è nell'aria della musica che suona, artefice o quantomeno complice di quanto ci accade. Se la musica di questo cd servirà ad un solo di voi per condurlo oltre il velo e fargli provare magari per un attimo l'esperienza di ospitare l'incontenibile, Kyle, Gabriele, Salvatore, Maria, Francesco, Carlo e io non avremo lavorato invano. (Peo Alfonsi)
ALFONSI PEO
IL VELO DI ISIDE
EGEA - CD: SCA 167
Il mito di Iside e del suo velo era per gli Egiziani qualcosa di simile al velo di Maya e rappresentava l'illusorietà del mondo materiale, un po' il contrario di ciò che tendiamo a mitizzare oggi, ovvero l'illusorietà del mondo immateriale. Il velo di Iside somiglia anche a tanti altri miti che popoli diversi hanno creato (o dovremmo meglio dire vissuto) in tempi e luoghi diversi, spinti probabilmente da un'esperienza individuale o collettiva di travalicamento dei confini dell'Io. Chi di noi non conosce questa esperienza? Cosa importa in fondo che nome decidiamo di dargli, che mito ci costruiamo intorno? Quando il velo di Iside si squarcia ogni cosa che abbiamo fatto e pensato fino a quel momento ci appare piccola e irrilevante, i confini del nostro io abituale si dilatano e ci sentiamo tendere verso un tutto che ci pare inseparabile. Nn si può sostenere a lungo questo sguardo, ben presto torniamo ai nostri assi cartesiani e al nostro vivere ma qualcosa, un ricordo, rimane e ci ritroviamo a chiederci quale sia il mondo 'vero', se quello che siamo soliti frequentare con le sue certezze oppure quello che irrompe ogni tanto da oltre il velo, con la sua nostalgia dell'impossibile. Il velo può restare anche per anni abbassato e silenzioso, distratti dalla nostra vita 'normale' quasi ci dimentichiamo fino a quando inaspettatamente lui si rialza e in un istante ci troviamo a vivere qualcosa di ancor più abbagliante. Fateci caso, il più spesso in queste occasione c'è nell'aria della musica che suona, artefice o quantomeno complice di quanto ci accade. Se la musica di questo cd servirà ad un solo di voi per condurlo oltre il velo e fargli provare magari per un attimo l'esperienza di ospitare l'incontenibile, Kyle, Gabriele, Salvatore, Maria, Francesco, Carlo e io non avremo lavorato invano. (Peo Alfonsi)
anche disponibiliemissione del 08 Ottobre 2012