ARNAUTH MAFALDA :  FADAS  (ARNAUTH)

Dodici brani dedicati alle donne e all'universo femminile. Questo è Fadas, il nuovo album di Mafalda Arnauth. Una raccolta di canzoni classiche del fado, anche poco conosciute, interpretate col suo inconfondibile stile. Un omaggio a tutte le anime fadiste che l'hanno ispirata nel corso della sua folgorante carriera. Canzoni incise e riarrangiate insieme ad uno straordinario cast di musicisti: Luis Guerreiro (chitarra portoghese), Luis Pontes e Ramon Maschio (chitarra classica), Fernando Judice (basso acustico), Pedro Santos (fisarmonica), Daniel Salomé (fiati) e Davide Zaccaria (violoncello). Un lavoro che esce volutamente dai canoni musicali di genere aggiungendo agli strumenti tradizionali (chitarra portoghese, acustica e basso) anche la musicalità di violoncello, fisarmonica e fiati. In Fadas - spiega Mafalda - ho deciso di cantare alcune di quelle voci, donne uniche, magiche, che in alcuni casi ho avuto il privilegio di conoscere e altre che non ho conosciuto, ma che sono state allo stesso modo cruciali per la mia crescita ed evoluzione come fadista. Si riferisce ad Amalia Rodrigues, Herminia Silva, Fernanda Baptista, Celeste Rodrigues e Beatriz da Conceicao. Queste - prosegue Mafalda - sono solo alcune delle figure che sono riuscita a portare in questo album. E con loro ci sono alcuni dei primi pezzi che ho cantato: Saudades da Julia Mendes, Tendinha, Fado Madragoa, Hortela Mourisca, Antigamente, senza sapere esattamente se è stato il fado carico di storia, memoria e saudade che mi ha portato alle loro voci, o se le voci cariche di anima, di vita e di cuore al fado. L'album è anche un omaggio ai testi, alla musica e alla magia che hanno portato con sé e che hanno fatto del fado un luogo di espressione massima della cultura portoghese, dalla più popolare alla più erudita, dalla più semplice alla più complessa. Mafalda sottolinea ancora una volta la sua visione positiva dell'esistenza umana, come ad esempio in Vou dar a beber a alegria come lei stessa racconta: Un grande classico come Vou dar a beber a dor, che Amalia ha lanciato universalmente, lo rendo più giocoso, come aveva fatto un'altra icona, Herminia Silva, e quel 'dor', dolore, diventa gioia. Un disco che alla fine, con l'ultima traccia, ci conduce fino a Buenos Aires con la sorprendente rilettura di Invierno Porteno di Astor Piazzolla, con testo di Eladia Blazquez, giusto epilogo al timbro di Fadas, senza dubbio uno degli album più appassionanti dell'anno.
ARNAUTH MAFALDA
FADAS
ARNAUTH - CD: MAM 35403
Dodici brani dedicati alle donne e all'universo femminile. Questo è "Fadas", il nuovo album di Mafalda Arnauth. Una raccolta di canzoni classiche del fado, anche poco conosciute, interpretate col suo inconfondibile stile. Un omaggio a tutte le anime fadiste che l'hanno ispirata nel corso della sua folgorante carriera. Canzoni incise e riarrangiate insieme ad uno straordinario cast di musicisti: Luis Guerreiro (chitarra portoghese), Luis Pontes e Ramon Maschio (chitarra classica), Fernando Judice (basso acustico), Pedro Santos (fisarmonica), Daniel Salomé (fiati) e Davide Zaccaria (violoncello). Un lavoro che esce volutamente dai canoni musicali di genere aggiungendo agli strumenti tradizionali (chitarra portoghese, acustica e basso) anche la musicalità di violoncello, fisarmonica e fiati. "In "Fadas" - spiega Mafalda - ho deciso di cantare alcune di quelle voci, donne uniche, magiche, che in alcuni casi ho avuto il privilegio di conoscere e altre che non ho conosciuto, ma che sono state allo stesso modo cruciali per la mia crescita ed evoluzione come fadista". Si riferisce ad Amalia Rodrigues, Herminia Silva, Fernanda Baptista, Celeste Rodrigues e Beatriz da Conceicao. "Queste - prosegue Mafalda - sono solo alcune delle figure che sono riuscita a portare in questo album. E con loro ci sono alcuni dei primi pezzi che ho cantato: "Saudades da Julia Mendes", "Tendinha", "Fado Madragoa", "Hortela Mourisca", "Antigamente", senza sapere esattamente se è stato il fado carico di storia, memoria e saudade che mi ha portato alle loro voci, o se le voci cariche di anima, di vita e di cuore al fado". L'album è anche un omaggio ai testi, alla musica e alla magia che hanno portato con sé e che hanno fatto del fado un luogo di espressione massima della cultura portoghese, dalla più popolare alla più erudita, dalla più semplice alla più complessa. Mafalda sottolinea ancora una volta la sua visione positiva dell'esistenza umana, come ad esempio in "Vou dar a beber a alegria" come lei stessa racconta: "Un grande classico come "Vou dar a beber a dor", che Amalia ha lanciato universalmente, lo rendo più giocoso, come aveva fatto un'altra icona, Herminia Silva, e quel 'dor', dolore, diventa gioia". Un disco che alla fine, con l'ultima traccia, ci conduce fino a Buenos Aires con la sorprendente rilettura di "Invierno Porteno" di Astor Piazzolla, con testo di Eladia Blazquez, giusto epilogo al timbro di "Fadas", senza dubbio uno degli album più appassionanti dell'anno.
anche disponibiliemissione del 11 Aprile 2011