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Verona,
febbraio 1987
Agli
inizi degli anni settanta, stanco delle avanguardie, torno a casa e ricomincio
a dipingere privatamente.
Nascono così storie dipinte come Faraone di sera.
Vecchie amicizie diventano rari compagni di viaggio. Insieme a Raffaele,
in una Firenze ostile e distratta, ci siamo divisi una creatività
consumata clandestinamente, dove per la nostra generazione tornare a dipingere
era una attività assurda, quasi illecita, tanto da indurci a pensare
a Dieci anni di solitudine.
Molte cose oggi sono formalmente cambiate, ma la via del cuore è
ancora lontana.
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FARAONE
DI SERA
Buon tempo si spera
Pensava
a geografie dimenticate e a mala pena ricordava la stella cometa.
Una sera, uscendo dalla grande piramide, volle riprovare a volare, ma
con sua grande sorpresa non riuscì a sollevarsi di un palmo.
Passò così notti insonni, passeggiando in su e in giù
per tutto il deserto.
Finalmente,
una notte, la luce di tutte le luci lo illuminò.
Sentì il suo cuore crescere ed espandersi, senza accorgersene era
già in alto, stava volando.
Felice come non mai, mentre la piramide diventava un punto e il deserto
un ammasso di rottami, decise di viaggiare altri spazi.
Sarebbe tornato in tempi migliori.
Tempi

Firenze, 1972/73
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